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URBAN PROJECTS
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"VALPOLICELLA" di Milo Manara

Il progetto rigurada la progettazione, la direzione lavori, per la realizzazione del complesso monumentale "VALPOLICELLA".
La scultura in marmo "Rosso Verona" e "Nembro Gialetto" nata dall’idea di Milo Manara che ne ha realizzato e donato i bozzetti a Sant’Ambrogio e a tutta la comunità della Valpolicella, vuole rappresentare lo spirito della Valpolicella stessa, terra di marmo, vino, cultura e speranza per il futuro.
Le figure degli angelici fanciulli, rappresentano i cinque comuni della Valpolicella, tale scelta vuole sottolineare come questa terra ancora giovane abbia in sè le potenzialità per crescere ed affrontare le sfide del futuro.
  • Ideazione, bozzetti e direzione artistica: Milo Manara
  • Scultore: Dario Marconi
CASETTA DELL'ACQUA

La realizzazione del distributore di acqua naturale e gasata microfiltrata, più semplicemente detto "casetta dell'acqua" è stata fortemente voluta dal Comune di Sant'Ambrogio come segnale forte alla coscenza ecologica delle persone.
Nella redazione del progetto si è cercato di recuperare, e sintetizzare gli elementi fondamentali delle fontane della Valpolicella quali, il sistema a vasche, i canali di scolo, le pietre inclinate per il lavaggio dei panni.
Si è rivestito il prefabbricato con una “pelle” in marmo nembro rosato, marmo proveniente dalle cave di Sant’Ambrogio, trasformandolo da meccanismo di distribuzione dell’acqua a “fontana”.
Si sono rielebaorati alcuni elementi quali la vasca principale detta della “canala” che è stata sintetizzata recuperando il concetto di “albio” o “seciar” e posizionata davanti all’erogatore come in tutte le vecchie fontane alla quale sono stati affiancati degli elementi monolitici in sequenza a memoria del sistema di utilizzo dell’acqua “a vasche”, tali elementi portano sulla loro sommità un catino con le pareti inclinate richiamando architettonicamente i piani di lavaggio inclinati, collegati tramite dei canali di scolo come per le vasche originali.
RIQUALIFICAZIONE
STRADA CALCAROLE

L’intervento si può riassumere nella pavimentazione della stradina con relativa regimentazione delle acque meteoriche ed il posizionamento dell’illuminazione pubblica.
La tessitura della pavimentazione nasce dall’idea di recuperare dal punto di vista prettamente grafico la forma delle capezzagne della Lessinia.
Caratteristiche sono:
  1. le due corsie per il passaggio, un tempo dei carri ora delle auto piuttosto che dei mezzi agricoli;
  2. la corsia centrale ove sovente cresce l'erba;
  3. la parte laterale in vicinanza alle recinzioni anch'essa inerbita o sassosa;
Da cui nasce in dettaglio l’idea progettuale:
  1. le due corsie sono raffigurate dalla pietra della Lessinia chiara
  2. la corsia centrale in marmo Rosso Verona;
  3. la rimanente area laterale in palladiana
STONE GROOVE di KENGO KUMA

Il progetto rigurada la progettazione, la direzione lavori, per la realizzazione dell'installazione "Stone Groove" dell'architetto Kengo Kuma, in occasione della la mostra-evento di Interni "Cross Vision" del FuoriSalone 2024, presso l'università statle di Milano.
Un progetto che mette a sistema natura, materia e riciclo, un'installazione per raccontare l'attenzione al tema della sostenibilità, una firma internazionale per una partecipazione di alto livello al più importante evento del design mondiale, Quarella collabora con l’architetto giapponese Kengo Kuma per valorizzare i prodotti a base marmo che nobilitano ciò che normalmente, nelle cave, verrebbe scartato.
Formalmente naturale e spazialmente selvaggio”: così Kengo Kuma definisce il progetto Stone Grove (boschetto di pietre), realizzato con elementi modulari in agglomerati di marmo e quarzo, reinterpreta in chiave contemporanea - e con materiali alternativi - i principi dell’Ikebana (l’arte di disporre fiori ed elementi vegetali secondo precisi criteri estetici e simbolici).
L’opera è adagiata su un pavimento costituito da frammenti di agglomerato di marmo e quarzo, che va poi a fondersi con la composizione dei moduli verticali, di cui esalta il processo di lavorazione e le caratteristiche materiche, per creare un’installazione dalla forte valenza architettonica.
L’installazione si basa sull’assemblaggio di moduli autoportanti, ciascuno dei quali realizzato con tre o quattro aste di agglomerato di marmo e quarzo di 3 m di lunghezza massima, larghi 15 cm e spessi 2 cm (dimensione complessiva dell’opera 6x6x h 2,7 m).
Da questa composizione nasce una sorta di giardino di pietre rappresentativo delle diverse texture e finiture dei prodotti Quarella realizzati con quarzo o con i materiali di risulta delle cave di marmo. L’utilizzo del materiale di risulta delle cave, che non verrebbe utilizzato altrimenti dall’industria del marmo, viene trasformato in granulati di diverse pezzature e forme, raccolti e legati tra loro grazie a una minima presenza di resina.


"Yes, it’s been a great pleasure for us as well, especially to be here working with you and the team to see the drawings come to life in a way that is architecturally very unique."
 
Kengo Kuma
"FINESTRA" di Cpajak Djordje

Il progetto rigurada la progettazione, la direzione lavori, per la collocazione della scultura "FINESTRA" sulla rotonda "Montindon".
La scultura, in marmo bianco carrara con basamento in marmo rosso verona, del peso complessivo di 30 q.li circa, ha un’altezza di 2.35 metri per una larghezza di mt. 2.00 (basamento) ed una profondità di cm. 80 (basamento).
L’opera, dal titolo “Finestra”, è stata scolpita dalla scultore jugoslavo CPAJAK Djordje in occasione del primo Simposio internazionale di scultura, svoltosi nel 2000.
 
Vincitrice del simposio, l’opera rappresenta un contorno rettangolare, che richiama una finestra. Nello spazio centrale, in alto, è collocata una nuvola, che rievoca la spiritualità, intersecata da altri elementi geometrici, forme plastiche, simboli legati alla vita dell’uomo, in sintonia con il tema dell’anno giubilare 2000 “Forme plastiche nella spiritualità moderna” scelto dalla giuria di allora per la realizzazione delle opere.

NUOVO PORTALE PIEVE SAN GIORGIO

Il progetto rigurada la collocazione del nuovo portale nell'abside della pieve di San Giorgio di Valpolicella,
La Pieve di San Giorgio, interamente costruita in epoca romanica con il materiale lapideo locale, la Pietra di Prun, su un precedente luogo di culto pagano (VII-VIII secolo), fu ricostruita intorno all’XI secolo e poi rimaneggiata in epoche successive.
Un progetto nato nel 2010 dell'architetto Libero Cecchini che ha condiviso l'idea architettonica che successivamente è stata sviluppata e progettata.
L'incarico riguardava la sostituzione della vecchia porta in legno dell'ingresso dall'abside con una porta che l'architetto Libero Cecchini ha pensato in marmo,
In coordinamento con la sovrintendenza si è sviluppato il progetto di un portale in marmo "bronzetto" appositamente estratto in un pezzo unico in una cava storica di Sant'Ambrogio ormai in disuso.
La forma è stata pensata ricostruendo la parte interna delle due ante, realizzate in monoblocco di marmo (peso 17 q.li cadauna), la curvatura dell'abside in modo da ricrearne la forma originaria, la parte esterna è stata volutamente lasciata liscia e planare per non gravare esteticamente con l'equilibrio della facciata aggettante sul sagrato della chiesa.
E' stato inoltre effettuato uno studio e progettazione tecnica ed elettromeccanica del sistema di movimentazione delle nuove porte
Il portale d’ingresso in Pietra di Prun è stato realizzato nel 2010 su progetto di Libero Cecchini.
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